Un concerto. Un giovane che scopre la musica. Un progetto che riesce a partire. Un luogo che torna a vivere. Una persona che trova un’occasione per crescere.

Tutto questo può nascere anche da un gesto che facciamo oggi pensando a un futuro che non vedremo.

Il 13 settembre è la Giornata internazionale del lascito solidale. È una buona occasione per parlare di una possibilità ancora poco conosciuta: scegliere, attraverso il proprio testamento, di destinare una parte dei propri beni a un’associazione o a un ente del Terzo settore.

E c’è una cosa importante da sapere:

non bisogna essere ricchi per lasciare qualcosa.

Un lascito può essere anche una piccola somma. Una percentuale del proprio patrimonio. Un bene.

Ciò che può sembrare poco per una persona può diventare moltissimo per una piccola associazione.

Perché?

Perché un’associazione culturale non vive soltanto dei momenti che il pubblico vede.

Quando assistiamo a un concerto vediamo il musicista sul palcoscenico.

Non vediamo tutto ciò che c’è prima e dopo.

Non vediamo le ore di studio e di ricerca, la progettazione, l’organizzazione, la preparazione degli spazi, l’accoglienza del pubblico, le attrezzature, la formazione, il lavoro con i giovani.

E soprattutto non vediamo ciò che può nascere grazie a tutto questo.

Un’associazione culturale produce molto più di un evento.

Produce conoscenza.
Produce occasioni.
Produce relazioni.
Produce formazione.
Conserva e trasmette un patrimonio.
Aiuta i giovani a crescere.
Tiene vivi luoghi e comunità.

Produce, in una parola, valore.

E allora cosa può diventare un piccolo lascito?

Può diventare un progetto per ragazzi.
Può contribuire alla formazione di un giovane musicista.
Può aiutare a realizzare un concerto che altrimenti non sarebbe possibile.
Può sostenere la ricerca e la riscoperta di un patrimonio musicale.
Può contribuire a far continuare nel tempo un’attività culturale.
Può semplicemente permettere a un’associazione di guardare al futuro con un po’ più di sicurezza.

Una somma di denaro, da sola, non produce nulla.
Ma nelle mani di chi lavora ogni giorno per la cultura può trasformarsi in qualcosa che rimane.

Non significa togliere qualcosa alla propria famiglia

È un altro equivoco molto diffuso.

La legge tutela le quote spettanti ai familiari che ne hanno diritto. La parte del patrimonio della quale si può disporre liberamente può essere destinata anche a un ente del Terzo settore.

E non è una decisione irreversibile: il testamento è un atto personale e può essere modificato o revocato nel corso della vita.

Naturalmente, un lascito deve essere formulato correttamente. Per questo, soprattutto quando esistono situazioni familiari o patrimoniali complesse, è importante rivolgersi a un notaio o a un professionista qualificato.

Lasciare qualcosa significa scegliere cosa continuerà

Forse il significato più profondo di un lascito solidale è proprio questo.

Non sappiamo cosa succederà tra dieci, venti o trent’anni.

Ma possiamo scegliere, almeno in parte, che cosa vorremmo continuasse a esistere.

Una musica.
Una scuola.
Un progetto.
Un’associazione.
La possibilità per un ragazzo di avvicinarsi alla cultura.
La possibilità per qualcuno di incontrare qualcosa di bello che altrimenti non avrebbe incontrato.
Non è necessario lasciare molto.

È necessario lasciare qualcosa in cui crediamo.

E per chi lavora nella cultura, ogni piccolo gesto può diventare una possibilità concreta di futuro.

Perché forse il modo più bello di lasciare qualcosa non è semplicemente lasciare dei beni.

È fare in modo che una parte di ciò che abbiamo avuto possa continuare a generare bellezza, conoscenza e opportunità per gli altri.

Il lascito solidale in breve

Un lascito può riguardare una somma di denaro, una percentuale del patrimonio o un bene specifico. Può essere inserito nelle forme ordinarie di testamento previste dalla legge. È importante indicare con precisione l’ente beneficiario e rispettare le quote riservate agli eventuali legittimari.
Informarsi non significa decidere. Significa semplicemente sapere che questa possibilità esiste.

E forse, proprio nella Giornata internazionale del lascito solidale, vale la pena cominciare da qui.

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