
Fare rete: oltre il concerto, una storia di incontri e collaborazioni
In oltre vent’anni di attività, la storia di APS Musicale Dolci Accenti non è stata soltanto la storia di concerti, festival, produzioni discografiche o progetti didattici. È stata soprattutto una storia di incontri.
Fare musica, per un’associazione culturale, significa certamente organizzare eventi e offrire al pubblico occasioni di ascolto, ma significa anche costruire relazioni, riconoscersi nel lavoro degli altri, condividere idee, mettere in comune competenze e, soprattutto, creare rapporti che possano durare nel tempo.
È questo il significato che abbiamo sempre attribuito al concetto di rete: non una semplice somma di collaborazioni, ma una comunità di persone, associazioni, istituzioni, musicisti e festival con cui, nel corso degli anni, si sono create relazioni fondate sulla stima, sull’amicizia e sulla volontà di costruire insieme nuove opportunità.
Dal 2004, anno di costituzione dell’APS Musicale Dolci Accenti, questo percorso si è sviluppato parallelamente alla crescita dell’associazione e dell’ensemble Dolci Accenti, specializzato nell’esecuzione della musica antica con strumenti originali.
I primi anni sono stati caratterizzati da collaborazioni territoriali importanti, come quella con l’associazione culturale InterArtes di Sassari, con la quale dal 2004 al 2007 abbiamo partecipato alla realizzazione del Festival del Monte Acuto, e successivamente al Festival Bosa Antica, dove le attività concertistiche si sono affiancate a masterclass e momenti di formazione.
Sono nate poi nuove relazioni con realtà come Musica sulle Bocche, con l’associazione Jana Project, con associazioni musicali e culturali del Veneto e della Sicilia, con le scuole, con i conservatori e con realtà impegnate nella divulgazione musicale e nella formazione dei giovani.
Nel tempo, queste collaborazioni hanno assunto forme molto diverse: dalla realizzazione di concerti alla progettazione di festival, dalle produzioni discografiche alle masterclass, dalle attività nelle scuole ai progetti rivolti agli anziani e alle persone più fragili.
Un esempio significativo è il rapporto costruito con il Liceo Musicale D. A. Azuni di Sassari, che ha portato alla realizzazione del progetto Colonne sonore tra le corde e alla produzione di un CD. Allo stesso modo, le collaborazioni con associazioni e scuole musicali del territorio hanno permesso di avvicinare alla musica generazioni diverse, creando occasioni nelle quali la pratica musicale diventava anche strumento di socialità e crescita.
La rete, però, ha progressivamente superato i confini della Sardegna.
Dolci Accenti ensemble è stato invitato in importanti festival e rassegne in Italia e all’estero: dalla Romania alla Lituania, dalla Repubblica Ceca alla Spagna, fino alle numerose collaborazioni con festival e associazioni di diverse regioni italiane. Sono nate così esperienze con realtà come il Festival di Arti Medievali di Sighisoara, il Festival di Musica Antica di Caimari a Maiorca, il Festival Barockada in Romania, il Festival Barockních Umění nella Repubblica Ceca, il Festival de Música Antigua di Zaragoza, oltre a numerosi festival e associazioni italiane.
Ogni invito, ogni concerto e ogni incontro ha rappresentato qualcosa di più di una semplice occasione professionale. Spesso è proprio da un concerto che è nata una nuova amicizia, da un’amicizia una collaborazione, da una collaborazione un nuovo progetto.
È in questa prospettiva che va letto anche il percorso che ha portato nel 2019 alla nascita di Note senza tempo, festival internazionale di musica antica organizzato a Sassari da Dolci Accenti. Il festival non è stato concepito soltanto come una rassegna di concerti, ma come un luogo nel quale far incontrare artisti, studiosi, studenti, istituzioni e realtà culturali provenienti da esperienze diverse.
Concerti, masterclass, giornate di studio, incontri e progetti con i giovani sono diventati così parti di uno stesso disegno: creare relazioni attraverso la musica.
Un passaggio particolarmente importante è stato l’ingresso, nel 2023, nella rete europea REMA – Réseau Européen de Musique Ancienne, che ha ulteriormente ampliato la dimensione internazionale dell’associazione e inserito il lavoro di Dolci Accenti all’interno di una rete europea dedicata alla musica antica.
Anche i progetti rivolti alle nuove generazioni sono nati seguendo questa stessa filosofia.
Dal progetto C’era una volta la musica, sostenuto dal Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo e dalla Fondazione di Sardegna, all’Accademia di Musica Antica Cristóbal Galán, fino al SYEMF – Sassari Youth Early Music Festival, la rete è diventata uno strumento per mettere in relazione giovani musicisti, insegnanti, famiglie, scuole, conservatori e professionisti della musica antica.
L’apertura di una sede dell’Accademia Galán a Caltanissetta e, in Veneto, l’esperienza maturata attraverso la gestione dell’Istituto Musicale Città di Thiene, rappresentano oggi una nuova fase di questo percorso: una rete che non si limita più a mettere in relazione eventi, ma che costruisce continuità formativa e progettuale tra territori diversi.
In questo senso, il concetto di rete è diventato progressivamente parte integrante dell’identità di Dolci Accenti.
Le collaborazioni strette nel corso degli anni con associazioni come InterArtes, Studium Canticum, Società Bachiana Italiana, Orchestra Barocca Siciliana, con festival italiani e internazionali, con REMA, con i conservatori di Cagliari e Sassari, con il Liceo Musicale Azuni, con istituti scolastici, associazioni culturali e realtà sociali del territorio, raccontano una storia fatta di relazioni che si sono sedimentate nel tempo.
Non tutte queste esperienze hanno avuto la stessa forma e non tutte sono diventate convenzioni o accordi strutturati. Ma proprio questo è il valore della rete: non nasce necessariamente da un documento, nasce spesso da un rapporto umano.
Una stretta di mano dopo un concerto, un musicista che invita un altro musicista, un direttore artistico che ascolta una proposta, un giovane che incontra un insegnante, un’associazione che mette a disposizione la propria esperienza, un festival che decide di condividere un progetto: sono questi i piccoli passaggi attraverso i quali, negli anni, una rete cresce.
Il bilancio di questo percorso è significativo. Negli 4 ultimi anni le attività organizzate da Dolci Accenti sono state oltre 250 tra concerti, masterclass, laboratori di propedeutica musicale e conferenze. Ma il dato quantitativo, pur importante, non restituisce completamente il valore di ciò che è stato costruito.
Il risultato più importante è infatti aver creato una rete di relazioni culturali che attraversa territori, generazioni e Paesi, nella quale la musica diventa occasione di incontro e di collaborazione.
Per un’associazione culturale, fare rete significa quindi anche non pensarsi come un’isola.
Significa sapere che la qualità di un progetto può crescere quando viene condivisa, che un festival può diventare più forte se dialoga con altri festival, che un giovane musicista può trovare nuove opportunità se incontra altre realtà formative, che un concerto può essere l’inizio di qualcosa che continua molto tempo dopo la fine dell’ultima nota.
Dopo più di vent’anni, possiamo dire che una parte importante della nostra storia è stata costruita proprio così: da persone incontrate, da porte che si sono aperte, da progetti condivisi e da rapporti che nel tempo sono diventati amicizie e collaborazioni.
Ed è probabilmente questo il significato più autentico del fare rete: non semplicemente essere collegati gli uni agli altri, ma avere qualcosa da condividere e avere il desiderio di continuare a costruirlo insieme.

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