Dalla Sardegna alla Puglia: quando un concerto diventa un progetto

Dopo la pausa estiva, il Festival internazionale di musica antica Note Senza Tempo riprende il suo viaggio con due appuntamenti molto speciali.

Due concerti, in due luoghi diversi e a due orari diversi, per permettere al pubblico di scegliere l’appuntamento più comodo e tornare a vivere insieme la musica dal vivo.

4 settembre | SASSARI
Ore 20.30
Chiesa di San Pietro in Silki

5 settembre | URI
Ore 19.00
Piazzetta della Fontana

Protagonista dei due appuntamenti sarà ORFEO FUTURO | Ensemble strumentale, formazione a geometria variabile, dal quartetto all’orchestra, che riunisce dal 2010 musicisti italiani e internazionali specializzati nelle prassi esecutive su strumenti storici.

L’ensemble ha sviluppato negli anni numerosi progetti dedicati alla musica antica, spesso mettendo in dialogo repertori differenti e collaborando con importanti artisti, ensemble e festival italiani ed europei.

Un viaggio nella grande musica italiana

Il programma è dedicato alla centralità della cultura musicale italiana nel periodo d’oro che va dalla Seconda Pratica al successo internazionale della vocalità e del melodramma.

Un percorso che parte da Giulio Caccini e Claudio Monteverdi e arriva a Corelli, Haendel, Porpora e Vivaldi, mostrando come la straordinaria creatività musicale sviluppatasi nella nostra Penisola abbia progressivamente influenzato la cultura musicale europea.

Accanto alle grandi pagine vocali trovano spazio alcune delle forme più rappresentative della produzione strumentale del Seicento e del Settecento: ciaccone, folìe e variazioni su basso ostinato, espressioni di una pratica musicale profondamente legata anche alla danza e destinata a una straordinaria fortuna oltre i confini italiani.

In programma:

Giulio CacciniDolcissimo Sospiro
AA.VV.Ciaccone per vari strumenti
Claudio MonteverdiVoglio di vita uscir, Ciaccona
Andrea FalconieriFolia echa para la S.ra
George Friederich HaendelUn pensiero nemico di pace, da Ariodante
Nicola PorporaAlto Giove, da Polifemo
Arcangelo CorelliCiaccona
Antonio VivaldiIn furore iustissime irae, RV 626


Ma il viaggio non finisce qui

Ed è proprio in occasione di questi concerti che vorremmo condividere con il nostro pubblico una riflessione che per Dolci Accenti è diventata, negli anni, una parte fondamentale del modo di concepire la propria attività.

Un progetto musicale non dovrebbe necessariamente esaurirsi con un solo concerto.

Dietro una produzione ci sono ricerca musicologica, studio delle fonti, prove, preparazione degli artisti, progettazione e investimenti. Per questo riteniamo importante creare le condizioni perché un programma possa essere replicato, circuitare e raggiungere pubblici diversi.

La possibilità di portare un progetto in più festival non significa semplicemente aggiungere delle date a un calendario. Significa dare continuità al lavoro artistico, permettere ai musicisti di approfondire ulteriormente il repertorio e consentire a un progetto di maturare attraverso esperienze e pubblici differenti.

Dalla Sardegna alla Puglia

È quello che accadrà prossimamente con una delle nostre più importanti collaborazioni.

Dolci Accenti Ensemble e Hof-Musici saranno infatti protagonisti in Puglia presso il festival Anima Mea, portando in un nuovo contesto alcuni dei progetti nati dal lavoro di ricerca e collaborazione sviluppato negli ultimi anni.

È un esempio concreto di ciò che può produrre la circuitazione dei progetti tra festival: un programma non rimane confinato al luogo nel quale è stato presentato per la prima volta, ma può continuare a vivere, incontrare altri pubblici e diventare un’occasione di confronto artistico.

Ma il concerto del 5 settembre a Uri ha per noi un significato ancora più importante, perché nasce dalla collaborazione e dalla rete tra realtà culturali del territorio.

L’appuntamento è infatti inserito nella VII edizione de “Le Piazze per la Storia – Festival Culturale Identitario” – Sàmbene Sardu: Battaglie Sarde e dei Sardi.

Ed è proprio questa la direzione che l’Associazione Dolci Accenti persegue da anni, favorendo collaborazioni con festival, ensemble e istituzioni musicali italiane e internazionali.

Collaborare significa crescere

La collaborazione tra realtà diverse permette infatti di condividere competenze, idee e risorse, ma soprattutto di alzare progressivamente il livello qualitativo delle produzioni.

Per la musica antica questo aspetto è particolarmente importante. La qualità esecutiva non nasce soltanto dalla scelta di grandi musicisti, ma anche dalla possibilità di lavorare insieme, confrontarsi sulle fonti e sulle prassi esecutive, provare e riprendere un programma, farlo crescere attraverso l’esperienza.

Un progetto che viene eseguito più volte può quindi diventare più solido, più consapevole e artisticamente più maturo.

E allo stesso tempo i festival possono costruire tra loro rapporti che non siano semplicemente occasionali, ma vere collaborazioni capaci di generare nuovi progetti.

Una rete che fa viaggiare la musica

È anche questo il valore della rete tra festival e, per Dolci Accenti, dell’appartenenza a REMA – European Early Music Network: creare relazioni, favorire gli incontri e rendere possibile una maggiore circolazione degli artisti e delle produzioni.

Dalla Sardegna alla Puglia, e attraverso le collaborazioni internazionali, la musica può così continuare a viaggiare.

Perché crediamo che un concerto non debba essere soltanto una serata, ma possa diventare una tappa di un percorso più lungo.

Un percorso nel quale la ricerca incontra il pubblico, gli artisti incontrano altri artisti e i festival collaborano per dare alla musica più occasioni di essere ascoltata, conosciuta e vissuta.

Vi aspettiamo il 4 settembre a Sassari e il 5 settembre a Uri.

E questo sarà soltanto il prossimo capitolo di un viaggio che, per noi, continua ben oltre l’ultimo applauso.

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