Note Senza Tempo fa tappa a Uri: storie e suoni del Siglo de Oro
C’è un filo invisibile che unisce le piccole comunità ai grandi patrimoni della cultura europea. È un filo fatto di suoni, racconti e gesti antichi che ancora oggi, a secoli di distanza, riescono a parlare al nostro presente. Questo filo lo segue da anni il Festival Internazionale Note Senza Tempo, che domenica 13 luglio 2025 farà tappa a Uri (SS), portando la musica del Rinascimento spagnolo nel cuore della Sardegna.
Un concerto, una storia collettiva
Il programma del concerto, intitolato “Storie Spagnole del Siglo de Oro”, nasce dalla collaborazione tra il Dr. Alberto Sanna e l’ensemble Dolci Accenti, con l’obiettivo di trasformare la musica antica in un racconto accessibile, umano, pieno di vita.
Attraverso brani tratti da antiche raccolte – in particolare il Cancionero Musical de Palacio – il pubblico sarà accompagnato in un viaggio sonoro che tocca le mille sfaccettature della vita nella Spagna del XVI e XVII secolo: amori sospesi, feste di villaggio, lamenti regali, danze sfrenate e canzoni che mischiano idiomi e culture. Perché la Spagna del Siglo de Oro non era un mondo chiuso, ma un crocevia di popoli, lingue e influenze, specchio di un impero che si estendeva ben oltre l’Europa.
Che cos’è il Siglo de Oro?
Il Siglo de Oro, letteralmente “Secolo d’Oro”, è il periodo di massimo splendore della cultura spagnola, che si estende all’incirca tra il 1550 e il 1650, sotto i regni di Filippo II, III e IV. Un’epoca in cui la Spagna era potenza mondiale e centro nevralgico delle arti: pittura, poesia, teatro e – naturalmente – musica.
Accanto ai grandi nomi come Cervantes, Lope de Vega, El Greco o Velázquez, fiorirono compositori come Tomás Luis de Victoria, Francisco Guerrero e Cristóbal de Morales, i cui lavori rappresentano uno dei vertici della musica rinascimentale europea.
Ma il Siglo de Oro non è fatto solo di corti e cattedrali: è fatto di strade, di villaggi, di feste, di gente comune. È questo mondo “minore”, quotidiano, che Dolci Accenti vuole riportare alla luce con il concerto di Uri.
Perché portare la musica antica nei piccoli centri?
La scelta di suonare a Uri, un piccolo centro del Sassarese, non è casuale. Fa parte della missione del festival Note Senza Tempo: portare la musica antica fuori dai grandi circuiti, nei territori dove la cultura può essere un’occasione di incontro, ascolto e identità.
In un mondo che spesso corre troppo veloce, rallentare per ascoltare le voci del passato diventa un atto rivoluzionario. E farlo in luoghi autentici, dove la comunità si stringe attorno all’arte, è un modo per riscoprire la potenza trasformativa della musica.

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