Storie spagnole del Siglo de Oro
Un viaggio nella Spagna del XVI e XVII secolo attraverso musiche, danze e storie di uomini e donne
Friday 30 October 2026, at 20.00, nella Sala Filippo Canu di Porto Torres, Alberto Sanna e Dolci Accenti accompagneranno il pubblico in un viaggio musicale nel Golden age, il grande periodo aureo della cultura spagnola, iberica e iberoamericana.
Non sarà soltanto un concerto dedicato alla musica antica, ma un racconto fatto di suoni, danze e personaggi: donne e uomini, nobili e popolani, ricchi e poveri, chierici e laici, protagonisti di una società lontana nel tempo ma sorprendentemente vicina nelle passioni, nei desideri e nelle contraddizioni.
What is the Siglo de Oro?
Con l’espressione Golden age – letteralmente Secolo d’oro – si indica il periodo di straordinaria fioritura della cultura spagnola tra il XVI e il XVII secolo.
È l’epoca della grande letteratura di Miguel de Cervantes, Lope de Vega e Luís de Góngora, della pittura di El Greco e Diego Velázquez, e di una produzione musicale nella quale emergono figure come Tomás Luis de Victoria, Cristóbal de Morales e Francisco Guerrero.
È anche l’epoca della grande monarchia asburgica, quando la Corona di Spagna estendeva i propri domini ben oltre la penisola iberica: dai territori europei alle colonie americane, comprendendo anche il Regno di Sardegna.
Le corti, gli ordini religiosi e le ricche città diventarono importanti centri di produzione e committenza artistica. Le nuove ricchezze provenienti dai territori americani contribuirono alla magnificenza delle corti e delle città, mentre la Spagna diventava uno dei principali centri politici e culturali dell’Europa.
Ma dietro questa grande storia ci sono soprattutto le persone.
Ed è proprio da qui che parte il progetto di Alberto Sanna.
Non la storia dei re, ma le storie della gente
«In questo spettacolo musicale, vi raccontiamo le storie della gente che popolava le sterminate terre della Corona di Spagna nell’epoca d’oro della loro arte, letteratura e musica, attraverso i loro suoni ricchi di sensualità e di colori.»
<font dir="auto" style="vertical-align: inherit;"><font dir="auto" style="vertical-align: inherit;">DrAlberto Sanna</font></font>
Il Siglo de Oro raccontato in questo spettacolo non è soltanto quello dei grandi pittori, degli scrittori e delle corti.
È anche quello degli amanti abbandonati o in attesa, del re che piange la perdita di una città assediata, del contadino diviso tra il lavoro nella vigna e i problemi domestici, della gente comune che, nonostante le difficoltà quotidiane, quando può si riunisce per fare festa.
È un mondo nel quale si canta, si balla, si ama, si soffre e si scherza.
E proprio questa varietà emerge dal repertorio scelto per il concerto: romances, villancicos, canciones, dances, recercadas e diferencias, forme diverse che restituiscono un’immagine estremamente viva della società dell’epoca.
Il Mediterraneo come luogo di incontro
Per comprendere questa musica bisogna anche immaginare il Mediterraneo.
Un mare che, all’inizio dell’età moderna, rappresentava una delle principali vie di comunicazione tra popoli, città e culture. Attraverso il mare viaggiavano uomini, merci, instruments, books, idee e naturalmente music.
Immaginiamo un’epoca nella quale non esistono il rumore delle fabbriche, degli aeroplani, dei bombardamenti o quello continuo dei dispositivi elettronici. Un mondo nel quale l’orecchio umano può sviluppare una straordinaria capacità di ascolto e nel quale il suono rappresenta uno dei principali strumenti per entrare in relazione con gli altri e con l’ambiente.
Da questa prospettiva, la musica antica non è soltanto un reperto del passato.
È una testimonianza di come gli uomini ascoltavano, comunicavano, celebravano e raccontavano se stessi.
Dalle corti alle piazze, dalle chiese alle taverne
Uno degli aspetti più interessanti del progetto è proprio la varietà dei mondi che la musica permette di attraversare.
Accanto alla musica destinata agli ambienti più colti e aristocratici troviamo repertori legati alla danza, alla festa, alla tradizione popolare e alla vita quotidiana.
Il programma propone, among others, musiche anonime e composizioni di Francisco Fernández Palero, Gaspar Sanz, Francisco de la Torre, Diego Ortiz, Juan Arañés e Luis de Narváez.
Le romances raccontano storie e sentimenti; le danze restituiscono il movimento e l’energia della festa; le recercadas e le diferencias mostrano invece la straordinaria creatività dei musicisti e la pratica dell’elaborazione e dell’improvvisazione.
Non è casuale che tra le fonti fondamentali per conoscere la musica profana del periodo ci sia il Palacio musical songbook, preziosa raccolta che conserva centinaia di esempi di baile, canción, pastoril, romance, serranilla e villancico, insieme a repertori di carattere religioso e morale.
Anche i ricchi ballano
Il programma stesso è costruito come un racconto.
“Un secolo d’oro”
Si parte dalle romances, with Pues no me queréis hablar e Mira, Nero de Tarpeya, accanto alla musica di Gaspar Sanz.
“Anche i ricchi ballano”
Le danze portano il pubblico nelle corti e negli ambienti aristocratici, with music of Francisco de la Torre e Diego Ortiz, autore delle celebri Recercadas.
“La ricerca della felicità”
Il tono cambia e la musica entra nella dimensione della festa e della vita quotidiana, con villancicos, canciones, romances e danze come El villano e la celebre Chacona ¡A la vida bona! di Juan Arañés.
“Altre voci”
Un momento dedicato anche alle forme più ironiche e caricaturali, attraverso musiche anonime e repertori nei quali emergono altri volti della società dell’epoca.
“Tieni il tempo”
Il concerto si conclude con le diferencias, variazioni e trasformazioni costruite su melodie conosciute, attraverso musiche di Diego Ortiz e Luis de Narváez.
È proprio in queste elaborazioni che possiamo cogliere uno degli aspetti più affascinanti della prassi musicale antica: la musica non era necessariamente qualcosa di immutabile, ma lasciava spazio alla creatività, all’invenzione e all’improvvisazione dell’esecutore.
Dal progetto Prometeus a Dolci Accenti
Questo concerto si inserisce inoltre in una storia artistica più ampia.
In the 1995 Alberto Sanna diede vita a Prometeus – Progetto Mediterraneo Terre Uomini Suoni, un progetto culturale nato con l’obiettivo di portare la musica e la cultura anche in territori e contesti normalmente lontani dai grandi circuiti dello spettacolo.
Al centro c’era un’idea precisa: considerare la musica antica non soltanto come patrimonio storico, ma come patrimonio culturale ed etnico appartenente alle comunità che lo hanno prodotto e tramandato.
Oggi Dolci Accenti accoglie questa esperienza e ne raccoglie l’eredità, continuando a proporre una lettura della musica antica capace di mettere in relazione ricerca storica, instruments, prassi esecutiva e dimensione spettacolare.
Lo studio delle fonti, della letteratura, delle arti e della musica diventa così uno strumento per avvicinarsi alla parte più emotiva che la storia ci ha lasciato: i suoi suoni.
Passato e presente
Come si può suonare oggi una musica nata quattro o cinque secoli fa?
La risposta non consiste semplicemente nel cercare di ricostruire il passato.
Significa piuttosto ascoltarlo con gli strumenti della nostra sensibilità contemporanea, cercando di comprenderne il contesto, le forme espressive e la funzione sociale.
Gli strumenti storici e le loro copie fedeli, le sonorità trasparenti, la ricerca sulle fonti e l’attenzione alle prassi esecutive permettono di avvicinarsi a quel mondo, ma il concerto rimane un’esperienza viva, condivisa con il pubblico.
È la stessa idea che anima il progetto: recuperare musiche lontane non per renderle semplicemente oggetti da museo, ma per riportarle all’ascolto e alla relazione.
Why, in conclusion, gli uomini e le donne del Siglo de Oro non sono così lontani da noi.
Amavano, aspettavano, litigavano, lavoravano, pregavano, scherzavano e soprattutto facevano festa quando potevano.
E continuavano a raccontare tutto questo attraverso la musica.
STORIE SPAGNOLE DEL SIGLO DE ORO
Alberto Sanna & Dolci Accenti
📍 Porto Torres – Sala Filippo Canu
📅 Friday 30 October 2026
🕗 Ore 20.00
📌 Corso Vittorio Emanuele 103
Un viaggio musicale nella Spagna del Siglo de Oro, tra romances, villancicos, canciones, dances, recercadas e diferencias.
Una musica antica. Storie lontane. E, dentro quelle storie, qualcosa di sorprendentemente umano e contemporaneo.
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